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Brand Reputazionale, Quanto è Importante la reputazione Aziendale?! – #brand #reputazione

L’Importanza di creare e gestire una positiva Reputazione Aziendale Online.

il Brand Reputazionale  è un tema oggi molto dibattuto ma a volte non compreso o addirittura non conosciuto nei suoi principi fondamentali e spesso le mode del momento guidano, acriticamente, l’Azienda nei rapporti con il suo interno ed il suo esterno istituzionale.
Capire i meccanismi della Reputazione può meglio aiutare a definire i corretti modi di affrontare il problema.

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Più clienti attraverso Facebook? Sei nel “POST” giusto

Facebook Advertising, o per farla breve Facebook Ads. Cos’è?

Si tratta di un’attività volta a una maggiore visibilità attraverso la Fanpage Facebook, veicolando nel target di riferimento i prodotti e/o i servizi che s’intende proporre.

Le campagne di Facebook Ads portano grandi risultati alle grandi imprese multinazionali (come CocaCola, Amazon, Fly Emirates, Mc Donald, Samsung, aziende che se ne avvalgono continuamente), pensa a quanto possono essere importanti alle piccole e medie imprese! 

Il mondo è Social e l’obiettivo è coinvolgere, targettizzare e geolocalizzare: con EVOLUTI puoi!

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Certificati SSL: Internet sta diventando sempre più sicuro

Il certificato SSL DV verifica che il dominio sia assegnato o sia sotto il controllo del richiedente e, grazie alla cifratura, tutti i visitatori del sito web o e-commerce possono trasmettere informazioni ed effettuare transazioni online in modo protetto.

Sarà capitato a molti di notare, a partire da gennaio, un messaggio di avvertimento, che i browser Chrome e Firefox hanno iniziato a mostrare nella barra dell’indirizzo proprio accanto al dominio, che indentifica i siti che non utilizzano il protocollo HTTPS (HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer): “connessione non sicura”. Si tratta di un passo nella direzione che punta a rendere il web più tutelato. Infatti molti tra i principali player globali del web hanno, già da un po’ di tempo, messo i propri siti sotto il protocollo in questione, con il risultato che – secondo EFF (Electronic Frontier Foundation), l’organizzazione internazionale no profit rivolta alla tutela dei diritti digitali – ad oggi, il 50% del traffico Web mondiale è trasmesso in modo sicuro attraverso l’HTTPS.

A questo punto, chi ha un proprio sito web, ha l’impellente necessità di metterlo sotto protocollo sicuro, altrimenti la percezione del visitatore alla lettura dei messaggi dei browser, sarà quella di trovarsi su pagine non protette. Questo, quanto meno, ostacolerà la sua propensione a registrarsi, a fare acquisti, usare la carta di credito, il tutto a danno del sito in questione. In tale scenario, alcuni provider di servizi web hanno messo a disposizione di chi desidera realizzare un sito web o rendere più sicuro il sito che già gestisce, un certificato SSL DV (Secure Sockets Layer, Domain Validated) così che il sito web dell’utente sia protetto attraverso la cifratura della sessione di navigazione con chiavi da 128 bit o superiori. Alcuni tra i più grandi player nel mondo lo hanno inserito come caratteristica standard del servizio di hosting, offrendolo di fatto gratuitamente al cliente che lo attiva, contribuendo così alla diffusione del protocollo anche tra i siti web dei non addetti ai lavori.

Ma cosa significa esattamente? Il certificato SSL DV verifica che il dominio sia assegnato o sia sotto il controllo del richiedente e, grazie alla cifratura, tutti i visitatori del sito web o e-commerce possono trasmettere informazioni ed effettuare transazioni online in modo protetto. E’ possibile installare il certificato dal pannello di controllo e, una volta installato, il proprio sito sarà raggiungibile con protocollo di comunicazione sicura su Internet (HTTPS) a garanzia della massima affidabilità.

Quali sono però in concreto i vantaggi di installare tale certificato?

  1. Sicurezza: il certificato SSL funge da marchio di garanzia per l’utente che sa che tutti i dati ricevuti dal sito sono affidabili, uno strumento utile per proteggersi anche da violazioni o casi di phishing. Ma, soprattutto, tale certificato garantisce ciò che si definisce come crittografia end-to-end, ossia che i dati non siano intercettabili e rimangano accessibili solo a chi li invia e a chi li riceve. Nella pratica, questo implica che un sito in HTTPS resti sicuro anche se lo si raggiunge attraverso una rete wi-fi pubblica.
  1. Visibilità: Google ha iniziato ad indicizzare i siti in base all’uso di HTTPS, facendo partire una vera e propria campagna in cui si annunciano forti penalizzazioni per chi non si adegui. Per tale ragione, tutti i siti che dispongono di un protocollo HTTPS tramite certificato SSL sono soggetti ad un migliore posizionamento sul motore di ricerca, con conseguenti maggiori possibilità di vedere crescere i propri accessi. L’utilizzo dell’HTTPS viene, quindi, considerato da Google come un vero e proprio fattore di ranking.
  1. Fiducia: gli utenti che si imbattono nel “lucchetto verde” – che appare nella parte sinistra della barra di ricerca della URL che si cerca – sono portati ad avere maggiore fiducia nei confronti del sito e, quindi, dell’azienda che rappresenta. Di conseguenza anche la reputazione del marchio ha un ritorno positivo in termini di immagine. Oggetto di questa operazione non sono esclusivamente i siti di e-commerce, ma il discorso è valido anche per blog e portali, in quanto si rende necessario salvaguardare sempre la privacy online, e non esclusivamente quando si parla di dati sensibili o in casi di transazioni e pagamenti come nel mondo del commercio online.
  1. Costo: attivare un certificato SSL non è una procedura onerosa, anche perché non è più richiesto un IP dedicato per farlo, con conseguente risparmio economico. Ad esempio, con Aruba, il certificato SSL è incluso gratuitamente in tutti i piani hosting ed è possibile attivarlo in modo semplicissimo dal proprio pannello di controllo.
  1. Semplicità: il certificato è supportato dai principali web browser su PC, tablet e smartphone. L’installazione, quindi, si esegue con una semplicissima procedura da pannello e non determina alcuna interruzione del servizio.

Bisogna rendersi conto che il Web non è un mondo parallelo a quello in cui viviamo, è un tutt’uno. E se si è vigili nel digitare il pin del proprio bancomat quando si è circondati da occhi indiscreti, lo stesso trattamento va riservato ad ogni attività che viene fatta sul web. E’ necessario informare ed informarsi, sapendo che quando si trasmettono o ricevono dati online, bisogna proteggersi allo stesso modo. Molte aziende e privati man mano stanno diventando sempre più consapevoli in questo senso, imparando la lezione anche grazie a strumenti di facile fruizione quali i certificati SSL.

FONTE: BITMAT

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SEO STRATEGY


 

Anche la SEO trova largo tra innumerevoli offerte di una Web Agency che non resta a guardare.

Il tipo di operazione, a detta dei Guru del web, è consigliata a fronte di fastidiosi scherzi di un sito web strutturato e architettato alla meno peggio.

Non sempre la complessità di un lavoro balza subito all’occhio.

Di rimando ci sono decine di fattori influenti al posizionamento dei siti web sulle SERP dei motori di ricerca (Yahoo,Google,Bing ecc.). Vediamone un paio:    

  • algoritmi in continuo aggiornamento ed evoluzione;
  • quali sono precisamente tutti questi fattori o segnali presi in considerazione dal motore di ricerca (alcuni sono segnalati come quelli dal team Google, altri evidenziati dalla pratica, altri ancora solamente ipotizzati);
  • peso effettivo sul ranking che ha ogni singolo fattore;

 

Allora si direbbe ”fa proprio al caso” una Analisi delle Ricerche.

 

Fattori on-page e fattori off-page sono due dei macroinsiemi e più avanti vedremo cosa farne. Ma andiamo con ordine.

Prendiamo come esempio il sito web(vetrina di un noto brand).

 

Per gli addetti ai lavori, fornirsi di mappatura del sito è un primo passo.

Adesso, per evidenziare I fattori on-page sopracitati lavoriamo di estrapolazione e a seguire di discussione, su quei dati che affiorano dall’analisi (il tutto rappresentato con grafici, slides). Insomma dando una panoramica dei trend attuali si potrebbe avvalorare l’intero lavoro.

Breve parentesi tecnica; i motori di ricerca vogliono elementi da una pagina HTML, come il tag title, la meta description, i tag di intestazione, gli anchor text dei link, gli alt text delle immagini e altri elementi ancora.

Da qui, già ci troviamo a una seconda fase. Si tratta di raccogliere un attimo ancora un po di forze per lanciare l’ottimizzazione dei dati strutturati del sito con plug-in professionali come Yoast Premium. Se ne possono citare molti.

 

Se spostiamo il focus sui fattori esterni al sito, il brand avrà un grado di popolarità derivato dalla quantità, qualità e tematicità dei link (SEO back-link) che la pagina riceve da altri siti, blog, forum. Stiamo parlando proprio del macroinsieme dei fattori off-page.

Banalmente, una pagina che riceve molti clic sulla SERP (alto CTR) e che risulta apprezzata dall’utente (tempo medio di permanenza alto, basso tasso di rimbalzo, partecipazione con commenti) sarà una pagina facilmente premiata a livello di posizionamento.

Ma !attenzione! abbiamo tutta una serie di elementi interni ed esterni alle pagine web che possono provocare un peggioramento del ranking, se non addirittura una penalizzazione: link in uscita dal sito verso siti spam, acquisto di link, creazione di schemi di link, presenza di link troppo ottimizzati, tecniche che violano le linee guida del motore di ricerca.

Nell’attività SEO per il posizionamento sul web occorre pertanto considerare tra i fattori di ranking anche quelli relativi alle penalizzazioni.

 

…non andare via!

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FACEBOOK MARKETING


 

Non è possibile impostare una campagne di Facebook Ads  senza specificare le caratteristiche di coloro che la vedranno.

Restringendo il campo attraverso parametri geografici (molto utile per attività offline come negozi e locali), demografici (come sesso e età), legati agli interessi, fino ad arrivare ad attributi riguardanti le relazioni personali (essere single, fidanzati o altro) si  raggiungeranno le persone interessate all’offerta con più probabilità, aumentando l’efficacia della campagna. Un’altra caratteristica essenziale di questo servizio riguarda il fatto di poter vedere a quali dei nostri amici sia piaciuto il post.

Possono essere utili alle grandi imprese e multinazionali (come CocaCola, Amazon, Fly Emirates, Mc Donald, Samsung che continuamente se ne avvalgono), ma anche alle piccole e medie imprese proprio perché permettono di coinvolgere, targhettizzare e geolocalizzare il pubblico d’interesse.

Facebook Ads è uno strumento molto delicato che richiede conoscenza, preparazione, analisi e monitoraggio continuo: nulla si può improvvisare.

Le attività di Facebook ADS  richiedono un minuzioso lavoro di analisi nel capire quali sono i target e gli obbiettivi ma  creando un messaggio efficace e monitorandone le inserzioni più performanti si otterrà l’analisi dei  risultati.

Utilizzare Facebook Ads senza la dovuta preparazione  oltre a poter arrecare danni di immagine alla stessa azienda è una perdita di tempo e denaro.

 

… non andare via!

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WEB MARKETING

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Attività del tipo promozione del sito, iscrizione in servizi che raggruppano le directories in modo tematico o normali pratiche SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing) rappresentano sul serio, un modo innovativo di pensare alla propria attività.

Il piano di promozione di un nuovo sito andrebbe messo in cantiere molto prima di passare on-line. Per quanto la qualità dei contenuti possa essere valida, o i prodotti convenienti, un qualsiasi sito rischia di passare completamente inosservato senza un’adeguata attività di promozione. Le azioni da intraprendere, assieme alle strategie attuabili, rientrano nella cosiddetta pianificazione delle attività di Web marketing.

Uno delle strategie da considerare potrebbe essere una campagna di article marketing.

Nella grande maggioranza dei casi ciò si concretizza nella pubblicazione di una serie di articoli sullo stesso dominio, eventualmente organizzati sotto forma di blog.

 

Lo scopo di questa tecnica è di ottenere diversi risultati: in primo luogo viene migliorato il posizionamento nei motori di ricerca, semplicemente perché aumentano i contenuti offerti dal sito. Ciò significa, in particolare, che è molto importante scegliere con cura gli argomenti trattati negli articoli. Se vendiamo scarpe, ovviamente non andremo a pubblicare articoli di storia o letteratura. In secondo luogo la presentazione di articoli a tema aumenta le probabilità di ottenere dei backlink verso il nostro sito: quanto più sono interessanti (e azzeccati) i contenuti degli articoli, tanto più è probabile che qualche lettore inserisca un link verso il nostro dominio.

Il numero di backlink indirizzati verso il nostro sito è importante ai fini del Page Rank, che indica quanto bene si posiziona il nostro sito nelle classifiche dei motori di ricerca. Questo indicatore va sempre tenuto sott’occhio per sapere come cresce la nostra visibilità nel tempo. Esistono molti indicatori di questo tipo, ma chiaramente uno dei più importanti è quello assegnato da Google.

La scelta di far conoscere il nostro sito attraverso una campagna di article marketing impatta chiaramente sull’architettura e sulla tecnologia utilizzate per implementare il sito stesso. Se vogliamo ospitare una serie di articoli, o un blog, spesso è bene prendere questa decisione durante le fasi di analisi e definizione dei requisiti tecnici. Ciò permette di ridurre i costi sia iniziali che di manutenzione. Ovviamente sempre possibile aggiungere funzionalità di questo tipo in un secondo tempo, ma potrebbe non risultare conveniente.

Strategie SEO

La SEO (Search Engine optimization) riassume insieme di tutte le tecniche utilizzate per aumentare la visibilità di un sito, ovvero scalare le classifiche dei motori di ricerca. Queste tecniche si differenziano dalle strategie di Web marketing, perché di solito avvengono più “basso livello”: se nel Web marketing possiamo collocare tutte le strategie di promozione sul Web, siano esse di natura sociale, pubblicitaria o tecnologica, per SEO si intende invece l’insieme delle pratiche che mirano a migliorare l’indicizzazione delle nostre pagine. A questo punto la questione SEO dipende dalle scelte, tecnologiche, architetturali ecc… che stanno alla base dello sviluppo del sito.

Altri suggerimenti

Altre attività di Web marketing da considerare per promuovere il nostro sito potrebbero essere delle campagne PPC (Pay Per Click) pubblicitarie, che si concretizzano nell’inserimento di piccoli banner o box pubblicitari nelle pagine dei siti più famosi. Un esempio classico potrebbe essere una campagna su AdWords: ciò significa, in particolare, che il nostro annuncio verrebbe pubblicato accanto ai risultati delle ricerche effettuate su Google. Volendo possiamo anche scegliere di far pubblicare i nostri annunci su altri siti, perché AdWords di Google si combina con AdSense, lavorando in concerto: se noi paghiamo per vedere pubblicati i nostri annunci via AdWords, dall’altra parte c’è chi decide di inserire questi annunci sul proprio sito usando AdSense, con la promessa di ricevere delle entrate per ogni clic. Ovviamente, il giorno in cui raccoglieremo i frutti della nostra promozione, potremo noi stessi mirare ad aumentare le entrate esponendo annunci invece che pagando per farli pubblicare. Ovviamente, accanto a queste strategie, rimane sempre valida l’attività di condivisione e promozione del sito sui canali più popolari dei diversi social network. In alcuni casi, a seconda del budget che vogliamo investire, possiamo anche considerare la possibilità di una campagna tramite comunicati stampa.

In questa categoria possiamo considerare anche le attività di inserimento nei servizi di Business directories. Esistono molti servizi di questo tipo, spesso gratuiti, di buona qualità. Il tipo di directories a cui iscriversi dipende chiaramente dai contenuti o dalla tipologia dei prodotti. Se la nostra è un’attività di e-commerce possiamo considerare servizi come Google Business Directory oppure Yelp, tanto per citare alcuni dei più famosi. Se invece pubblichiamo articoli, notizie o blog possiamo rivolgerci ai cosiddetti servizi di Articles directories, che svolgono lo stesso compito nell’ambito editoriale.

Come ultimo consiglio ricordiamo che l’attuazione di molte attività promozionali non richiede né competenze tecniche né la conoscenza accurata dei nostri prodotti o contenuti. Una pratica molto diffusa è quella di coinvolgere amici, parenti o conoscenti per incaricarli semplicemente di rintracciare attività collegabili alla nostra, che permettano l’inserimento di commenti ai propri contenuti, in modo da inserire dei backlink al nostro sito.

Attenzione però: questa è un’attività da eseguire facendo attenzione alle questioni deontologiche. Commenti di questo tipo devono sempre essere centrati, autentici, e interessanti: il banale commento vuoto, inserito su un altro sito solamente lo scopo di avere un backlink verso il nostro, rischia di essere catalogato come spam o indesiderato. Questo è un rischio da evitare per almeno due motivi: innanzitutto sprechiamo le nostre risorse, perché investiamo su un’attività che non produce alcun effetto. In secondo luogo rischiamo di farci cattiva pubblicità, ottenendo come unico risultato quello di essere inseriti in una sorta di black-list, eventualità assolutamente da evitare se vogliamo promuovere il nostro sito.

Per questo motivo, a seconda del budget e della situazione, molte aziende scelgono di investire in servizi professionali, invece che affidarsi a soluzioni informali (amici e parenti) come quella paventata sopra. Anche in questo caso è importante prestare molta attenzione alle modalità con le quali ci viene proposto un aumento della visibilità. L’opzione di pagare qualcuno semplicemente per cliccare “mi piace” sul nostro sito, o per condividere i nostri contenuti o inserire dei backlink su altri siti, va svolta controllando che vengano rispettate le normative in questione. Oltre alle questioni legali, c’è anche da considerare un altro fattore: se tramite questi meccanismi otteniamo un certo traffico, c’è il rischio di creare una “dipendenza” dal servizio. Il giorno che decideremo di far a meno di aiuti esterni, potremo veder crollare l’afflusso delle visite. Per questo motivo attività simili vanno considerate molto attentamente, e spesso soltanto come ultima spiaggia.

 

…non andare via!

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Hashtag Instagram per il 2017

Per aumentare like, condivisioni e commenti a foto e video dovete usare gli hashtag giusti. Ecco a voi la lista dei migliori hashtag Instagram.

A grande richiesta torna la raccolta dei migliori hashtag Instagram che però, all’occorrenza, torneranno utili e validi anche sugli altri social network (come Twitter). Prima di proseguire spieghiamo meglio cos’è un hashtag. Un hashtag non è altro che una parola (o insieme di parole attaccate tra di loro) precedute dal carattere (cancelletto) che vengono utilizzati sui social network per meglio raggruppare e identificare foto, video e pensieri.

Avrete già intuito che se utilizzate gli hashtag giusti potete aumentare il numero di like, condivisioni e commenti a foto e video. Fondamentalmente il trucco è quello di seguire le mode del momento ed utilizzare i migliori hashtag che più si avvicinano al contenuto del nostro elemento condiviso. Molti social network li utilizzano: oltre a Instagram anche Twitter e Google+ fanno uso (e abuso) di hashtag.

Evitate di utilizzare hashtag inventati sul momento o senza senso se non per occasioni particolari o per contenuti che possono diventare davvero “virali”. Raramente questi vengono indicizzati dai social network come Instagram, meglio agganciarsi a quelli già presenti per aumentare le probabilità di condivisione sui social. Ecco a voi la lista dei migliori hashtag suddivisi per categorie.

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Hotel- assicuratevi ogni feedback


 

L’esperienza di “albergare” intesa come lo era, è cambiata per l’ospite.

Lo so, non è una novità?

Oggi l’albergatore si trova a fare i conti  con chi sceglie con cognizione di causa.

Banalmente, ogni volta viene fatta la classica ricerca Google che in buona percentuale frutta impressioni e pareri.

Direi “Meraviglioso”.

 

Dall’impegnativa mole di informazioni si fa fatica a dare importanza ai dati giusti al momento giusto.

Che sia in fase di prenotazione o in fase di ricevimento nella struttura o in partenza prestiamo sufficiente ascolto al cliente?

 

Bene, sappiamo come la ricca dimensione social sul web, dia spazio a parole e immagini e video.

Allora perché non dare modo ai propri  visitatori sui social di costruire una comunità di followers del vostro brand. Feedback eterogenei servono a tracciare linee guida per le vostre scelte imprenditoriali.

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Cos’è il social media marketing?

Il Social Media Marketing, è tutta quella serie di attività promozionali (acquisti online, traffico verso i siti, brand awareness), relazionali, di posizionamento della marca, gestione delle risorse umane che oggi viene svolta sui social media (Facebook, Twitter, Linkedin, Pinterest, Instagram, etc.)

Nei primi anni, quando la teoria era maggiore rispetto alla pratica, si pensava che il social media marketing, invece di indurre bisogni, dovesse adattarsi continuamente a quelli dei consumatori, che dovesse renderli partecipi e conferire loro una nuova posizione all’interno delle logiche di mercato. Oggi è ancora così, perché l’importanza del consumatore è cresciuta, ma è anche vero che le attività fatte sui social sono capaci di produrre consenso e brand awareness quasi quanto i mezzi tradizionali e quindi l’uso che se ne fa deve essere frutto di uno studio accorto e ponderato.

Quali sono i principali canali per fare Social media marketing?

Ovviamente i social network ed i blog costituiscono l’ingrediente principale:

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Youtube
  • Pinterest
  • Snapchat
  • Linkedin
  • Whatsapp + Telegram
  • Blog

 

I social network mettono in connessione persone e brand in modo diretto, senza i filtri del passato ed è questo il grande passaggio che identifica il social media marketing. Costruire un mondo di relazioni sui vari social network è la missione dei brand e l’utilizzo di questi strumenti permette di avere feedback immediati sulla propria attività e sui propri prodotti, creando nell’utente un senso di appartenenza e stimolandolo ad avvicinarsi per poi invitarlo a compiere azioni precise (condivisioni, interazioni, valutazioni, acquisti).

 

È fondamentale sviluppare un piano di marketing per i social network con un modello predefinito che include:

  • Selezione dei social network (non tutti sono utili alla nostra causa)
  • Stabilire il budget (budget per campagne e per pagare eventualmente agenzie o addetti interni;
  • Designare ruoli interni ed esterni per migliorare la comunicazione aziendale sul tema
  • Analizzare e scegliere i target
  • Scegliere un tono di voce univoco;
  • Scegliere i prodotti da promuovere;
  • Misurare le campagne con strumenti di analytics interni ed esterni alle piattaforme utilizzate

Di certo oggi sappiamo che il social media marketing rappresenta un mix di comunicazione su diversi social network.

È necessario innanzitutto capire quali luoghi virtuali presidiano i nostri potenziali target. Facebook? Twitter? Pinterest? Instagram?

Ogni social network necessita di uno stile comunicativo appropriato perché su ognuno di questi si avranno modalità di interazione e target differenti. Per questo, per un’attività di social media marketing appropriata è fondamentale stendere un piano editoriale almeno bisettimanale, che possa essere consultato e migliorato in collaborazione col cliente e comprendere e misurare i risultati che si ottengono mese per mese.

Comprendere la svolta digitale. Dal Mobile alla Virtual Reality

Social media marketing è anche questo, un passaggio più o meno lungo dalla postazione desktop allo smartphone, per arrivare alla realtà virtuale (cosa a cui Facebook tiene molto).

Tutte le azioni che svolgiamo quotidianamente i piccoli aggiornamenti fatti dai social network indirizzano un comportamento, uno stile di vita, e passo passo saremo immersi in una nuova realtà senza capire quando c’è stato questo cambiamento.

E cosa c’entra il social media marketing? 

Buona parte del fare marketing online è fatta di previsioni, di comprensione di cosa potrà accadere in futuro, perché vendere online è questione di performance, di costi sull’azione. E se noi vogliamo vendere su desktop ad una popolazione che sta utilizzando prevalentemente il cellulare, non stiamo seguendo il cambiamento. Ma cosa vuol dire?

Vuol dire che le campagne social sono un atto preparatorio alla conoscenza di un brand e poi all’acquisto di un prodotto e se la piattaforma su cui si presenta questo prodotto promosso sui social non è ottimizzata, non è al passo coi tempi, avremo fatto meno di metà del lavoro. È fondamentale prevedere le azioni degli utenti, comprendere come faranno i loro acquisti online e portarli dove vogliono, dove sono a proprio agio. Per questo è sempre bene testare le nuove tecnologie per adattarle a campagne sui social media e per capirne le performance.

Per farla breve, se oggi so che la gran parte degli utenti acquista e naviga tramite cellulare e lo invio su una pagina di acquisto non ottimizzata e poco intuitiva, sto sbagliando tutto.

Non aver paura di cambiare se le cose non stanno andando come previsto e chiedere un parere ai nostri follower, farli partecipare, co-creare, renderli parte integrante del processo comunicativo. E questo è solo l’inizio.

Sembra parere diffuso sia questa la strada giusta da intraprendere: conversazione ed esperienza. Cosa ne pensate?

 

…non andare via!

FONTE: PINXIT

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Fact-checking: perché è essenziale per la propria strategia di contenuto?

La paura delle fake news e la lotta alle (cosiddette) bufale sono state inserite tra i trend per il giornalismo del 2017. Nonostante si stenti ancora a trovare una definizione di fake news chiara e univoca, però, c’è chi a ragione sostiene che la battaglia conto bufale, post-verità, fatti alternativi e, dunque, il fact-checking non possano essere delegati semplicemente a chi si occupa di informazione, ma debbano coinvolgere più soggetti diversi.

Brand e fake news: l’importanza di fare fact-checking se si producono contenuti

 

I brand ovviamente dovrebbero impegnarsi a combattere le fake news e non solo come parte ormai attiva e integrante della comunità, ma anche e soprattutto come diretti protagonisti dell’ecosistema delle news. Anche le aziende che non si sono cimentate in veri e propri esperimenti di brand journalism, infatti, hanno ormai strategie di content marketing avanzate ed efficaci. E se l’obiettivo finale di ciascuna di queste è garantirsi una buona lead generation attraverso contenuti che siano di valore per i propri consumatori, è facile capire allora perché dovrebbero tenersi il più possibile lontane da bufale e simili. Una notizia non verificata inserita nel proprio calendario editoriale e di contenuti, peggio se presto smentita dalla Rete o dai tanti soggetti che fanno debunking, è infatti sicuramente da considerare tra quei fattori che possono nuocere alla reputazione di un brand. Tutto è reso più difficile, oggi, dal fatto che la maggior parte delle storie fake sono costruite ad arte, secondo i principali criteri di notiziabilità, per risultare credibili e di appeal per chi sia alla ricerca di contenuti. C’è un buon mantra del vecchio giornalismo, però, che può essere utile a chi si occupa di content curation: se un notizia sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è. È un mantra che, fuor di metafora, sottolinea l’importanza di integrare la verifica delle notizie nella strategia di content marketing. È un piccolo accorgimento che può giovare, come si accennava, alla credibilità di un brand: fidarsi dei suoi prodotti o servizi, infatti, è uno step che viene anche cronologicamente dopo la possibilità di fidarsi dei messaggi di cui si fa portatore.Investire sulla verifica delle fonti, comunque, può avere anche altri vantaggi concreti per brand. Lo mette al riparo, innanzitutto, dalle penalizzazioni che – com’è stato sottolineato, tra l’altro, durante una tavola rotonda al Festival of Media Global 2017 – la maggior parte delle piattaforme publisher prevede per contenuti di scarsa qualità e dagli algoritmi di motori di ricerca e social media che, nelle loro ultime versioni almeno, dovrebbero essere addestrati a riconoscere fake news e simili. Fare fact-checking nell’ambito della propria content strategy, però, è anche una forma di tutela legale per il brand: si pensi a querele per diffamazione online che potrebbero seguire la pubblicazione di contenuti non veritieri che coinvolgano e risultino offensivi per altre persone, brand, competitor o alle accuse di plagio che potrebbero riguardare contenuti scopiazzati dal web. Senza contare che, proprio a proposito di plagio, chiunque stia seguendo una strategia di SEO on-site e off-site lo sa bene: contenuti copiati per intero o anche solo in parte possono far abbassare anche notevolmente il proprio ranking.

Come fare fact-checking se si è un’azienda content-oriented

Che significa, allora, fare del fact-checking un punto cardine della propria strategia di contenuti?
C’è chi ha pensato ad agili guide per gli strumenti per la verifica di notizie che possono essere molto utili anche ai brand. E c’è chi, invece, sostiene che un’azienda che voglia occuparsi di contenuti branded non possa rinunciare oggi a tre figure professionali strategiche: il content strategist, il content writer e il fact-checker.
Il primo stabilisce una strategia di contenuti a lungo termine e che sia quanto più coerente possibile con storia vision e valori aziendali. Il content writer si occupa, quindi, di cercare le fonti e trasformarle in un contenuto originale; contenuto che passa poi ancora dalle mani del content strategist per essere corretto nella forma soprattutto. A questo punto interviene la figura nuova del fact-checker: il suo compito è quello di controllare qualsiasi elemento della notizia. Lo fa cercando quanto più fonti possibili sullo stesso argomento e confrontandole tra di loro; offrendo un contesto, soprattutto quando si tratta di numeri, statistiche, dati che potrebbero apparire incomprensibili senza altri elementi di riferimento; cercando ed eliminando eventuali scopiazzature da parte del content writer che, come si accennava, possono avere effetti deleteri per il brand; non ultimo, rinunciando a qualsiasi parte della storia in dubbio nonostante le opportune verifiche. Solo a questo punto un contenuto è davvero pronto per essere reso disponibile ai propri consumatori o alla propria fanbase e, soprattutto, si potrà definire un contenuto di valore e che dia valore al brand e alla sua immagine. Non importa insomma, secondo gli esperti, che le tre figure coinvolte siano fisicamente tre persone diverse: l’importante è che non manchi nessuno di questi step nella messa in pratica della propria content strategy.

Credibilità, si è già detto, è del resto oggi una delle parole chiave più importanti per i brand, in qualsiasi contesto. Dal prodotto all’immagine che veicolano di sé attraverso la strategia di comunicazione e, quindi, attraverso anche una strategia di contenuti, passando per le eventuali iniziative di corporate social responsibility: è essenziale che il brand risulti credibile e degno della fiducia di chi acquista per poterlo trasformare in cliente affezionato e, perché no, in ambasciatore dei suoi prodotti o servizi.

FONTE: INSIDE MARKETING

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Amazon – il social per promuovere i prodotti mobile

Con il lancio di Spark Amazon fa il suo ingresso nel mondo dei social network.

Spark è una nuova sezione della app di Amazon, disponibile al momento negli Stai Uniti per i clienti del servizio Prime dotati dei sistemi operativi iOs.

La sezione invita gli utenti a pubblicare e visionare foto e video, dalle quali è poi possibile fare gli acquisti tramite l’ecommerce della compagnia.

come avviene sui social, gli utenti hanno la possibilità di commentare le immagini e i video, e di mostrare il proprio gradimento attraverso l’emoji di una faccina sorridente.

Il nuovo social di Amazon chiede agli utenti di scegliere almeno cinque interessi tra le categorie a disposizione come moda, cucina, sport e arredamento. Una volta effettuata la selezione, il flusso propone sulla app fotografie e video legate alle tematiche prescelte, e offre all’utente la possibilità di acquistare i prodotti mostrati.

Prima del lancio Spark è stato “popolato” dai post di diversi publicher e influencer, molti dei quali assoldati e pagati da Amazon.

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Consulenza, Strategie, Pianificazione e Sviluppo Soluzioni Digitali

La nostra Agenzia si occupa dello studio e Realizzazione del sito web con accesso riservato per la gestione dei contenuti. L’idea è di progettare una grafica semplice e funzionale in linea con le tendenze del settore, che possa rappresentare il vostro brand con un’immagine idonea e d’appeal.
Sito realizzato in Design Responsive compatibile con il Mobile.
Il Responsive design è molto importante al giorno d’oggi, in quando la navigazione principale avviene dai vari dispositivi mobili (smartphone e tablet). Verrà implementato un layout totalmente in HTML 5 per sfruttare appieno tutte le potenzialità dei nuovi supporti (widescreen, mobile devices, tablets) e Mobile Friendly per rispettare il nuovo Algoritmo di Goole. La nostra attività punta sulla freschezza dei contenuti e, soprattutto, sulla tipologia delle informazioni stesse: è necessario produrre contenuti chiari, interessanti, condivisibili e sempre reali.
Esistono strategie e tecniche in grado di rendere il web un potentissimo strumento di marketing per la vostra attività è farvi acquisire nuovi clienti, conquistare nuovi mercati ed aggirare la crisi del mercato.

La condizione economica generale è molto delicata e non permette di rimanere seduti
nella propria poltrona ad attendere.

Quando il bacino d’utenza delle nostre aziende è diventato molto limitato bisogna allargare i propri orizzonti alla ricerca di nuove fette di mercato e nuovi clienti.

L’utilizzo di internet nella forma intelligente ci permette di superare l’ostacolo della crisi
attuando delle operazioni di Marketing mirato al mercato di riferimento con geolocalizzazione
di potenziali clienti da servire.
Come?
Creando siti internet, campagne di ottimizzazione e Indicizzazione siti internet sui Motori di Ricerca.
Agiamo in modo efficace anche su Agrigento, Caltanissetta ed Enna; Strategie di Marketing specifiche per i settori Mobili, Arredamento, Ceramiche, Bagno, Pavimenti, Parquet, Infissi, Serramenti, Porte, Abbigliamento, Alimentazione, Agricoltura, Giardinaggio, Auto e Moto, Giocattoli, Ciclismo, Giochi online, Motori, Nautica, Mezzi Industriali, Articoli da Regalo, Gioielli, Hotel, Agriturismo, Ristorazione, Medicina, Estetica, Elettronica e Informatica.
Principalmente nelle province di riferimento, Realizziamo siti web Agrigento / Caltanissetta / Enna.
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Uso e funzione degli #HASHTAG

Gli hashtag, se usati in modo strategico, possono essere utili per il proprio business...

La maggior parte delle persone sbaglia quando usa gli hashtag perdendo non solo delle opportunità ma correndo il rischio di peggiorare le cose e portare il proprio pubblico direttamente alla concorrenza.

Stai facendo anche tu quest’errore?

Scoprilo leggendo quest’articolo di Massimo Petrucci GLI HASHTAG #

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Italia ai vertici dell’Europa per l’utilizzo di smartphone e anche tablet

Secondo una ricerca del “Global Mobile Suvey” condotto da Deloitte, gli italiani sono davvero patiti di smartphone e tablet, che ormai saturano la nostra vita non solo in ambito privato ma anche nella pubblica amministrazione e nella politica.

Il 35% degli intervistati controlla il cellulare entro 5 minuti dal risveglio, e se i minuti diventano 15 siamo già passati al 55%. Tra gli strumenti preferiti ci sono ancora gli SMS (25%), seguiti daWhatsApp e affini (20%), dall’immancabile e-mail (19%) e solo più in là troviamo i social network (10%). Col passare della giornata poi le cose non “migliorano”: il 64% degli intervistati controlla il proprio smartphone più di 10 volte al giorno, mentre il 18% si spinge sulle 25 – 50 volte. Ed in barba a chi dice che i tablet non servono a nulla, Deloitte afferma invece che lo portiamo fuori casa con noi il 35% delle volte che usciamo: la media più alta in Europa.  Alberto Donato, di Deloitte, afferma infatti

FONTE: ANDROIDWORLD

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Cerco lavoro, ma non lo trovo…

Beh non so come esordire, il discorso è molto complesso nel suo contesto, ma ancor più preoccupante nel caso in essere.

Stamane, domenica mattina, avvio il cellulare e ricevo un messaggio di notifica di un numero che  mi aveva cercato a seguire alcuni messaggi su whatsapp, e fin qui ci siamo, la stranezza o ambiguità di tutto avviene nel contenuto dei messaggi e nel fatto che un giovane, volenteroso, mi chiede su una chat di aver letto il mio annuncio su subito.it riguardante la nostra ricerca di personale, mi invia la sua foto, il contatto e che gli devo far sapere.

Ho voluto fare gli screenshot della pseudo conversazione e tutt’ora non riesco a spiegarmi come si può cercare lavoro in questo maniera ed in che modo un imprenditore possa dare fiducia.

A voi i commenti e le conclusioni.

 

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L’utilizzo dei dispositivi mobile aumenta sempre più #mobile #lavoro

In forte ascesa l’utilizzo dei dispositivi mobile in modo particolare al sul per la ricerca di lavoro.

Possiamo dire veramente addio all’uso dei giornali per la ricerca di lavoro, il web è ormai il mezzo che prevale su tutto, ancor di più tramite la connessione costante attraverso smartphone e tablet che ci permette di ricevere aggiornamenti in tempo reale sul mercato del lavoro.

Secondo la ricerca svolta da Indeed, portale di riferimento del settore, si sta diffondendo sempre di più l’utilizzo di applicazioni dedicate e di ricerca tramite mobile. Nello specifico è stato rilevato che il traffico del portale tramite mobile è passato dal 33% del 2013 al 50% del 2014.

Nello specifico la geografia di chi naviga tramite smartphone, la città di Palermo è risultata al primo posto, con il 52% degli internauti, seguono Napoli, con il 50% e solo al terzo posto una città del Nord, Venezia, con il 49%. Roma e Milano sono più o meno simili, con, rispettivamente, 45% e 44%.

Indeed ha evidenziato quindi come le città del Sud si mostrino più aperte alle nuove modalità di ricerca e consiglia alle aziende di tener conto di questi dati, proponendo la possibilità di candidature tramite dispositivi mobile se non addirittura la possibilità di tenere un colloquio tramite il proprio smartphone, solo così ci si potranno aggiudicare i talenti migliori.

FONTE: MANAGER ONLINE

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Auguri di Buon Anno 2017

Buon pomeriggio e buon ultimo giorno dell’anno.
Anche il 2016 è giunto al termine e come consuetudine si tirano le somme.
Che dire, dal punto di vista privato, non è quantificabile la gioia di che mi ha dato il Signore per la secondogenita “Ludovica” e dal punto di vista professionale, al di sopra delle aspettative.

E’ stato un anno particolarmente difficile, legato ai mille fattori che ne fanno parte; diciamo che le difficoltà economiche di cui soffre il nostro paese ed ancor di più le nostre zone geografiche, non ci aiutano molto, ma la forza di volontà e la passione per ciò che facciamo ci permette di migliorare giorno dopo giorno e ci rende soddisfatti ed orgogliosi per il lavoro svolto, per i servizi offerti e per gli obiettivi raggiunti assieme ai nostri clienti e con maggiori ambizioni per il domani.
Questo Anno ci ha anche permesso di organizzare la prima giornata formativa sui vari temi del web e social (iTHINK Digital), con un eccellente risultato in termini di ospiti all’evento, interesse e di argomentazioni.
Il gioco di squadra premia sempre e ci rende più forti.
Desidero quindi ringraziare il Team “Luca, Carmelo, Roberta, Calogero e Pietro” per l’impegno profuso e l’attenzione nella cura dei particolari.
Per chiudere, un ringraziamento a chi ci permette di esistere, chi crede in noi quotidianamente e ci preferisce ogni giorno, i NOSTRI CLIENTI, coloro i quali credono in ciò che facciamo e ci affidano la loro comunicazione. Con ognuno di voi ci siamo preposti degli obiettivi, raggiunti con successo, con l’intento di migliorare SEMPRE. Il benvenuto lo abbiamo già dato alle nuove Aziende Clienti (ben 11 imprese) con cui abbiamo iniziato un percorso di collaborazione in questo 2016.

Non vogliamo e non possiamo altresì scordarci di coloro, che, per scelte commerciali (in tutto 2 aziende), hanno intrapreso altre strade e preferito altri partner.

VI AUGURO UN FANTASTICO 2017

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Nuovo look per le pagine di Facebook, Sempre più simili ai siti web

Avete notato le novità delle pagine Facebook?

Diciamo che a primo impatto sembrano somigliare sempre più a un sito web.

  • L’immagine profilo è adesso all’esterno della cover image, sulla sinistra.
  • Il nome della pagina, anch’esso spostato a sinistra, posizionato sotto l’immagine profilo.
  • Le dimensioni della cover image e immagine profilo sono rimaste inalterate.
  • Sempre sulla sinistra si trova  una sidebar con un menu di navigazione completo, tra cui  la tab “Servizi” dove è possibile, cliccandoci, di aggiungere informazioni sui servizi venduti, prezzo, descrizione e immagine.